Perchè Afanisi

 

AFANISI

dal greco Aphanisis (scomparsa), indica per Jacques Lacan (1964) una certa “sparizione” del soggetto, e rimanda alla strutturale mancanza simbolica che affligge il soggetto parlante:  per quanto siamo immersi nel campo del linguaggio, infatti, inevitabilmente ci scontriamo con il fatto che “qualcosa manca”, che non c’è parola che possa, compiutamente, significare la nostra esistenza.
 


Questa esperienza di afanisi, scomparsa soggettiva, è come una sorta di perdita della messa a fuoco, di caduta momentanea dei confini consueti;  è l’esperienza - perturbante, direbbe Freud - di quell’altra scena che è il nostro inconscio, e che si palesa nei sintomi, negli inciampi, negli squilibri che la vita quotidiana ci propone ed impone, nostro malgrado.
 


Ma questa perdita di padronanza è preziosa, e non va “messa a tacere” in nome di un presunto - e spesso posticcio - “adattamento” (a chi? a cosa?):  è preziosa, perché solo a partire da lì si può iniziare il percorso di incontro con l’Altro, che  ci permetterà di attraversare e costruire il nostro, unico, desiderio soggettivo.