Ansia
Attacchi di panico

Ansia e depressione sono le malattie dell’oggi, uniformi nella loro sintomatologia tanto da rendere questi sintomi - così pesanti - qualcosa di anonimo: che si tratti dell’ansia che paralizza le scelte, del “fulmine a ciel sereno” dell’attacco di panico con il suo corredo di sensazioni di morte, o di una vita che la depressione sembra svuotare di senso, questi disagi lasciano spesso il soggetto come “nascosto” dietro all’etichetta diagnostica.

L’ascolto psicoanalitico permette al soggetto di reperire il senso e l’unicità delle proprie sofferenze, all’interno della propria esperienza relazionale, per affrontarle ed elaborarle, senza venire più cancellato da queste “diagnosi-contenitore”.

Una grande parte dei disagi psicologici per cui si ricorre all’uso, a volte anche un po’ incontrollato, di farmaci, attiene allo spettro-ansioso e una larga parte delle persone che vengono a consultare uno psicologo lamenta tale disagio dichiarando di soffrire di qualcosa chiamato ansia, panico, da cui chiedono di essere liberati: diciamo che questo rappresenta per noi un punto di partenza.

I modi di espressione di un disturbo ansioso possono essere molto vari: di fronte a questa molteplicità di espressioni, l’ascolto dello psicoanalista non dà per scontato nulla, senza fossilizzarsi sulla diagnosi.

Non raramente le manifestazioni di “attacchi” di angoscia (anche detti, se prendono una certa gravità, attacchi di panico) assumono ad un certo punto un carattere dirompente.

Questo momento di crisi può essere prezioso, se interrogato opportunamente, perché mettere in parola e iscrivere tale crisi nella storia del soggetto può di fatto ridurre la portata del sintomo senza necessariamente dover ricorrere a terapie farmacologiche protratte nel tempo.

Phobia – Portrait of a fearful troubled woman on a dark background

Paure generalizzate o angoscia del soggetto?

Appunti per una clinica dei nuovi fenomeni di corpo in salute mentale, fra deficit e mancanza-a-essere.